Impara a creare il tuo sito web
Come scegliere il dominio giusto per il tuo sito web
16 set
Dopo numerose news dal mondo del web, nel post di oggi torniamo ad occuparci di 1 Minute Site, fornendo preziose informazioni ed utili consigli per la registrazione del dominio del vostro sito web. Anzitutto è forse doveroso fare una piccola precisazione: a tutti coloro che scelgono di creare gratuitamente il loro sito web con 1 Minute Site, è prevista l’assegnazione al sito di un dominio di terzo livello del tipo miosito.oneminutesite.it. Per tutti coloro che invece scelgono uno dei tre pacchetti a pagamento la registrazione del dominio risulta invece inclusa nel prezzo complessivo del pacchetto.
Ma che cosa è un dominio? Tecnicamente chiamato “nome a dominio”, un dominio corrisponde al nome di un sito internet, ovvero il nome che digitiamo nella barra del borwser per ricercare un determinato sito web, ed è quasi sempre preceduto dal famoso “www” (protocollo di comunicazione) e seguito dal suffisso nazionale o generico.
Il dominio identifica pertanto un sito sulla rete, in modo semplice, veloce e soprattutto univoco. Ogni “nome” viene infatti associato ad un indirizzo numerico, definito IP (Internet Protocol Address), attraverso il DNS (Domain Name Service), un sistema di codifica specifico che permette di trasformare il nome di un dominio in un indirizzo IP numerico: è quindi il mezzo che consente di individuare sulla rete il computer che gestisce ed amministra il vostro dominio internet.
La lunghezza del nome può variare da un minimo di 3 ad un massimo di 63 caratteri. I nomi possono contenere solo i seguenti caratteri: da “a” a “z”, da “0″ a “9″, e il simbolo “-” (trattino). Non c’è differenza fra minuscole e maiuscole.
Un dominio può essere creato con diverse estensioni, ecco le principali:
- .com: ideato inizialmente per il business e le attività commerciali, non ha limitazioni e può essere registrato da qualsiasi persona fisica o giuridica;
- .org: creato inizialmente per le organizzazioni, non ha limitazioni ed anch’esso può essere registrato da qualsiasi persona fisica o giuridica;
- .net: utilizzato inizialmente per le attività legate alle rete internet, oggi è più di uso comune, anch’esso non ha limitazioni e può essere registrato da qualsiasi persona fisica o giuridica;
- .info: particolarmente idoneo per attività e siti web informativi, può essere registrato da qualsiasi persona fisica o giuridica;
- .biz: ideato per il business e dedicato alle aziende e società commerciali, in realtà è senza limitazioni
- .it: è l’estensione nazionale italiana – può essere registrato da persone, società, enti pubblici, professionisti e associazioni
Tramite la procedura di registrazione del dominio, acquistiamo di fatto in esclusiva e per un periodo di tempo determiniato il nome del nostro sito web.
La scelta del domino del proprio sito web è pertanto fondamentale in quanto il nome del dominio sarà l’identificatore principale del sito web nella rete ed, una volta scelto, non può più essere cambiato. Di seguito alcuni consigli per fare una scelta ottimale:
- utilizza un nome che sia facilmente ricordabile;
- scegli un nome facile da pronunciare e anche da scrivere;
- scegli parole che riconducano direttamente alla tua attività e se è possibile al tuo settore;
- utilizza solo i caratteri alfanumerici dell’alfabeto inglese, senza inserire accenti o simboli.
La registrazione del tuo dominio con 1 Minute Site è semplice e veloce. Quando acquisti un pacchetto per la creazione del tuo sito web automaticamente dai avvio al processo di registrazione del tuo dominio. Scopri qualche dettaglio in più!
Google Analytics: scoprine i segreti per monitorare al meglio le performance del tuo sito web
10 set
Dopo una prima panoramica su Google Analytics, nel post di oggi ci occuperemo di analizzare nel dettaglio i principali indicatori da tenere in considerazione quando monitoriamo il traffico del nostro sito web.
Google Analytics offre un ampio ventaglio di informazioni organizzato in diverse sezioni, accessibili direttamente dalle varie aree in cui è articolata la bacheca.
La provenienza del traffico
Analizzare la provenienza del traffico è senza dubbio una delle attività principali da svolgere in quanto consente di rilevare le sorgenti che hanno generato traffico verso il nostro sito. Come accennato nel post precedente, Google Analytics prende in considerazione varie tipologie di traffico:
- il traffico diretto che si riferisce a quello generato da utenti che approdano su una pagina web digitando direttamente la URL della pagina nella barra degli indirizzi;
- il traffico dai siti di provenienza, detto anche dei referral, che si origina quando gli utenti accedono ad un sito mediante link posizionati su siti terzi;
- il traffico dei motori di ricerca si riferisce a quello proveniente da ricerche effettute sui motori attraverso keyword.
Google Analytics è in grado di fornire in dettaglio tutte le sorgenti di traffico, indicando per ognuna il numero di visite generate, nonché di mostrare le keyword attraverso le quali si ha avuto accesso al sito stesso.
Andamento dei visitatori
Conoscere quante delle visite ricevute sono state effettuate da visitatori nuovi o di ritorno è un dato interessante che ci permette di rilevare il numero di visitatori fedeli. Un dato a prima vista inutile, ma che in realtà è una sorta di cartina di tornasole dello stato di salute di un sito web. Un numero alto di visitatori fedeli è infatti spesso indice della buona qualità del sito web. A tale proposito è opportuno valutare due aspetti della fidelizzazione degli utenti, fedeltà e regency. La fedeltà è un parametro che indica quanto gli utenti tornano a visitare il sito, mentre la recency indica entro quanto dall’ultima visita l’utente torna sul sito. Nella valutazione dell’andamento dei visitatori è opportuno anche andare in profondità e conoscere nel dettaglio le caratteristiche della propria audience. A tale riguardo può essere pertanto utile analizzare anche altri indicatori quali:
- dati sul browser dei visitatori: conoscere la risoluzione ed il numero dei colori del monitor sono importanti per capire come sfruttare lo spazio delle pagine del sito e organizzare i contenuti al suo interno;
- località geografica del visitatore: questo indicatore può essere utile nel caso ci sia un’ interazione con il cliente al fine di sapere dove concentrare la propria presenza in una determinata area geografica. A tale proposito è opportuno sottolineare come sia rilevante anche conoscere la lingua che parla la propria audience. Google Analytics fornisce la maschera lingue che è in grado di rilevare le informazioni circa la lingua usata da un utente direttamente dal suo sistema operativo. Tali informazioni possono essere utili per ottimizzare il proprio sito verso una lingua piuttosto che un’altra.
Durata della visita
Tale indicatore ci permette di capire se all’interno del nostro sito gli utenti che vi accedono sono in grado di trovare le informazioni che stanno cercando. La misura comprende l’intervallo che inizia dall’accesso alla prima pagina fino all’apertura dell’ultima, escludendo il tempo trascorso su questa.
Pagine Visitate
Conoscere quali sono le pagine visitare del nostro sito, con quale frequenza e per quanto un visitatore rimane su di essa, serve per capire se la pagina interessa o meno. Nel caso di un blog questo paramento ci segnala gli argomenti sui quali creare più contenuti.
Pagine di uscita
E’ importante riuscire ad analizzare il percorso di navigazione di utente per capire quali pagine ha visionato e soprauttutto quale pagina ha visitato per ultima. Questa potrebbe infatti essere utilizzata, con l’inserimento di un form, per concretizzare la visita dell’utente in una richiesta contatti.
Profondità della visita
Tale parametro misura il numero di pagine che mediamente gli utenti consultano durante una visita. In generale si evidenzia una tendenza decrescente per cui un numero elevato di utenti consulta una sola pagina. Ecco allora che strutturando con attenzione i link interni e collegando tra loro le pagine con contenuti simili si favorisce una tendenza dell’utente a permanere sul sito. In questo ambito Google Analytics offre anche la funzione di overlay che permette di avere una visione immediata dei click effettuati sui vari pulsanti e collegamenti presenti all’interno del sito.
Frequenza di rimbalzo
Ultima, ma non per ordine di importanza, la frequanza di rimbalzo indica la percentuale di utenti che abbandona il sito web dopo aver visionato la prima pagina. Il primo motivo per cui un utente decide di abbandonare un sito a cui accede per ricerca dopo aver visto solo la prima pagina è, senza dubbio, quello che non trova ciò che stava cercando. Il rimbalzo è strettamente legato ad alcuni fattori: in primo luogo come utenti cerchiamo nella pagina un riferimento testuale e visivo che ci mostri dove siamo. Solitamente questa risposta arriva dalla testata dove è presente il logo. Se la testata è ben strutturata è facile capire dove siamo per cui si passa oltre, cercando di capire se nello specifico quella pagina riguarda ciò che abbiamo cercato. Se la pagina è coerente cercheremo la barra di navigazione “gustandoci” il contenuto del sito. Creare un contenuto coerente con le eventuali keyword utilizzate dagli utenti per accedervi può ridurre la frequenza di rimbalzo.
Le visite ad un sito web avvengo anche per traffico diretto. In questo ultimo caso gli utenti digitano direttamente la url del sito sulla barra del browser, magari con l’intento di voler visitare solo una pagina del sito. Questo è il caso dei falsi positivi: rimbalzi all’apparenza tali, godono in realtà di un preciso motivo non imputabile direttamente alla qualità del sito stesso. Google Analytics consente di visionare tali rimbalzi andando ad esaminare i dati suddivisi per tipo di traffico. Un altro elemento importante da valutare nella frequenza dei rimbalzi è anche il tempo medio di visita del sito. Se un sito web ha un numero elevato di rimbalzi ed un numero basso di tempo di visita c’è forse un problema ma in caso contrario se presenta un elevato tempo di visita significa che gli utenti vi accedono per ricercare qualcosa di specifico.
Tutte le tipologie di analisi disponibili standard e personalizzate possono essere esportate in PDF, XML, CSV, TSV. Sfruttare al meglio la web analytics significa prima di tutto avere coscienza della sua importanza per migliorare il proprio sito internet giorno dopo giorno, al fine di dare agli utenti quello che cercano.
Fonte: ” S.E.O. Ottimizzazione web per motori di ricerca” di Davide Vasta – Apogeo 2009
Prima parte: Monitora le performance del tuo sito web con Google Analytics
Monitora le performance del tuo sito web con Google Analytics
7 set
Dopo la realizzazione di un sito web, il monitoraggio dei dati di traffico rappresenta, senza ombra di dubbio, una delle principali attività da svolgere in quanto consente di rilevare, fin da subito, eventuali azioni correttive da intraprendere per migliorare sia il sito web stesso, in termini di contenuti e navigabilità, sia le campagne di web advertising progettate per promuoverlo in rete.
In rete esistono numerosi software che consentono di rilevare dati e statistiche sul traffico di un sito web tra i quali è opportuno ricordare Google Analytics, un servizio che Google mette a disposizione dei propri utenti gratuitamente. Dotato di funzioni potenti, flessibili ma soprattutto di facile utilizzo, Google Analytics permette anche ad utenti meno esperti di ottenere informazioni dettagliate e costantemente aggiornate sul traffico del loro sito web.
In questo post ci occuperemo di scoprire Google Analytics, rimandando ad un secondo momento un’analisi più dettagliata degli strumenti che offre.
La creazione di un profilo su Google Analytics
Per utilizzare Google Analytics è sufficiente possedere un account Google. Una volta effettuato l’accesso al sito, puoi infatti procedere con la creazione di un profilo cliccando semplicemente sulla voce Aggiungi nuovo profilo all’interno della sezione Account. Dopo aver scelto l’opzione Aggiungi un profilo per un nuovo dominio, prosegui inserendo il dominio del tuo sito web, specificando successivamente il paese ed il fuso orario relativo al domino stesso. Cliccando sul tasto Fine potrai consentire al sistema di generare un codice Javascript che, una volta inserito all’interno delle varie pagine del sito web, consentirà a Google Analytics di monitorare le varie visite all’interno del sito web stesso.
1 Minute Site ti consente di inserire il codice Javascript direttemante dal Panello Impostazioni. Scopri come fare.
Una volta inserito e salvato il codice all’interno delle varie pagine, è possibile anche verificare lo stato del sito web cliccando sulla voce Verifica stato. Se il codice è stato inserito correttamente, Google Analytics sarà in grado di rilevare il sito immediatamente, dandotene conferma attraverso la dicitura In attesa di dati.
La Bacheca di Google Analytics
La bacheca è la pagina riassuntiva contenente le principali informazioni sul traffico calcolato in un determinato intervallo temporale che può ovviamente essere scelto dall’utente.
Nella parte superiore della pagine è possibile visualizzare il grafico relativo alle visite complessive giornaliere. Queste possono anche essere filtrate accedendo al menù Segmenti Avanzati all’interno del quale è possibile distinguere diverse tipologie di visite (nuovi visitatori, visitatori di ritorno, traffico a pagamento, traffico non a pagamento, traffico di ricerca ecc..). Tra le varie opzioni tuttavia è sempre consigliato analizzare segmenti di traffico proveniente dai motori di ricerca e dai referral.Nel primo caso si rileveranno dati relativi al traffico degli utenti che sono approdati al sito semplicemente attivando una ricerca per parole chiave, mentre nel secondo caso si rileveranno dati inerenti al traffico in ingresso proveniente da link esterni posizionati, ad esempio, all’interno di portali, directory, social network.
Sotto il grafico relativo alle visite è possibile invece visualizzare informazioni utili quali il numero di pagine visualizzate, il numero medio di pagine per ogni visita, il tempo medio delle visite, la percentuale di nuove visite e, altro dato fondamentale, la frequenza di rimbalzo.
C’è poi la sezione Overlay carta geografica, accedendo alla quale è possibile osservare in modo preciso da quale città hanno avuto origine le visite. Tale informazione potrebbe rivelarsi particolarmente utile soprattutto nel caso si decidesse di intraprendere anche campagne di web advertising concentrate su specifiche aree geografiche.
All’interno della sezione Panoramica sulle sorgenti di traffico si ha invece una visione immediata della distribuzione globale delle visite. Un grafico a torta riporta infatti i dati aggregati divisi per motori di ricerca, referral, traffico diretto ed altri.

La sezione Panoramica dei contenuti permette invece di rilevare a prima vista le sezioni maggiormente consultate del sito.
La sezione Panoramica dei visitatori è senza dubbio più interessante da analizzare più nel dettaglio in quanto ad un primo sguardo non fornisce rilevanti informazioni. Accedendo invece alla sezione più interna è possibile conoscere il profilo dettagliato degli utenti del sito: dal loro grado di fedeltà, ai provider che utilizzano per la navigazione sino ai dettagli tecnici dei pc che utilizzano.
Come accade per la Panoramica dei Visitatori, ogni tabella contenuta all’interno della bacheca mostra in modo immediato alcuni dei dati principali, lasciando poi all’utente la possibilità di approfondire l’analisi accedendo alle varie sottosezioni.
Fonte: ” S.E.O. Ottimizzazione web per motori di ricerca” di Davide Vasta – Apogeo 2009
Migliora la navigabilità del tuo sito web
2 set
Navigando in rete questa mattina, ci siamo imbattuti nell’ articolo “Ottimizzare La Navigazione Del Sito Web: Come Fornire Istruzioni E Indicazioni Chiare Per I Tuoi Lettori“, pubblicato sul blog MasterNewMedia alcuni giorni fa.
Esso ci è sembrato particolarmente interessante e utile per tutti coloro che decidono di creare e pubblicare online un sito web, uno stimolo per riflettere sull’importanza di riuscire a conciliare, nella fase di realizzazione del sito, aspetti fondamentali come grafica accattivante, contenuti chiari e aggiornati, accessibilità e facilità di consultazione, velocità di visualizzazione, indicizzazione sui motori di ricerca, utilità per l’utente finale.
In fase di realizzazione del sito, diventa fondamentale aiutare gli utenti a reperire con facilità le informazioni di cui necessitano o a compiere determinate azioni (acquisto), inserendo elementi testuali o visuali, più conosciuti come istruzioni di navigazione, che possono agevolarli nella navigazione del sito stesso. Tali istruzioni possono fare effettivamente la differenza tramutando gli utenti occasionali in visitatori costanti e clienti.

A tale proposito l’articolo fa esplicito riferimento ad un report pubblicato da Connie Malamed, esperta in psicologia cognitiva e comunicazione visuale, dal titolo “Le Cose Non Dette: Come Scrivere le Istruzioni di Interfaccia Utente” nel quale l’autrice sottolinea come il comportamento di una persona sul web è sempre finalizzato al raggiungimento di un obiettivo, pertanto è fondalmentale che all’interno delle pagine di un sito web esistano delle informazioni che aiutino l’utente a raggiungere al meglio tale obiettivo sia che esso si concretizzi nella ricerca di dati o informazioni, sia che consista nell’acquisto di un prodotto: “Per esempio, se disegni un pulsante che deve essere cliccato per raggiungere un determinato obiettivo (per esempio, inserire un oggetto in un carrello della spesa), ombreggiare il pulsante in modo che questo appaia rialzato aiuterà il tuo pubblico a capire che questa sagoma è un oggetto cliccabile“. Questa tiplogia di informazioni consentirà agli occhi ed alle menti degli individui “di guardare nei posti giusti” e “compiere azioni appropriate“.
Progettare e scrivere le istruzioni che faranno parte di un’interfaccia utente è infatti sia un’arte sia una scienza che coinvolge abilità di scrittura e di progettazione così come la capacità di capire come le persone usano i modelli mentali.
Ecco alcune linee guida fornite dall’autrice per scrivere le istruzioni per un’interfaccia utente:
- conosci il tuo pubblico prima di ogni cosa: quando conosci le caratteristiche del tuo pubblico, puoi immaginare chi ne fa parte ed indirizzare le tue informazioni verso di loro. A meno che i visitatori non siano un gruppo attento ed esperto è meglio ipotizzare che avranno bisogno di una guida per raggiungere i loro obiettivi.
- contrasta l’eccesso di informazioni: quando iserisci le istruzioni per un’interfaccia utenti, includi abbastanza dettagli in modo da guidare con precisione gli utenti. E’ tuttavia importante raggiungere un giusto equilibrio, tanti dettagli potrebbero rendere problematico un processo di informazione in quanto le persone elaborano solo poche informazioni alla volta. Si raccomanda di utilizzare un linguaggio chiaro e semplice, utilizzando frasi brevi e coincise quando opportuno. “Per esempio questa frase potrebbe essere facilmente divisa in due parti ‘Clicca sul pulsante Aggiungi al Carrello, poi clicca su Effettua Pagamento nella parte superiore dello schermo“.
- formula le istruzioni in modo efficace: ricerche condotte sull’usabilità di un sito web hanno più volte mostrato come gli utenti tendono ad esplorare una pagina web più che a leggerla, per questo motivo è opportuno comunicare in modo efficace a tal punto da riuscire ad attirare l’attenzione anche di uno sguado poco attento.
- adotta espressioni “attive”, fresche che spingano gli utenti ad agire: l’utilizzo della forma verbale passiva induce maggiormente a compiere errori.
Progettare istruzioni per un’ interfaccia utente può rappresentare una sfida, le informazioni devono essere notate dagli utenti ma non devono in alcun modo sovrastare il resto della pagina. “E come un elemento del design, devono adattarsi al meglio all’ambiente circostante“.
In fase di redazione delle istruzioni di navigazione diventano pertanto importanti elementi come la spaziatura verticale, lo stile dei caratteri, l’utilizzo di elementi grafici o lo stile di un testo.
Fonti:
Migliora il posizionamento del tuo sito web: scegli di farlo sfruttando al meglio la forza dei link
26 ago
Curiosando tra i vari blog, questa mattina ha colpito la nostra attenzione un post dal titolo “I Links Non Sono Tutti Uguali: 8 Principi Che Spiegano la Valutazione dei Motori di Ricerca” pubblicato alcuni giorni fa da Gianni Riccio sul proprio blog Pecciola e ripreso ieri anche dal blog MasterNewMedia.
Esso ci è sembrato uno spunto interessante per riflettere sull’importanza della presenza di link all’interno del proprio sito web e soprattutto sulla rilevanza che essi assumono come “strumenti” per migliorare il posizionamento del sito stesso all’interno dei principali motori di ricerca.
La forza dei link
Volendo creare un termine di paragone, potremmo dire che i link inseriti all’interno di un sito web rappresentano per quest’ultimo una sorta di motore di ricerca interno in quanto consentono ai suoi utenti di reperire informazioni ulteriori a quelle fornite all’interno di una pagina, muovendosi agilmente tra una pagina e l’altra oppure accedendo anche a siti terzi.
Si possono infatti individuare due tipologie di link:
- link interni che consentono collegamenti tra pagine appartenenti allo stesso sito web;
- link esterni che permettono collegamenti a pagine di altri siti.
Strumenti utili ad agevolare la navigazione di un sito web ma non solo: oltre a fornire un servizio utile agli utenti, i link rappresentano un ottimo struemento per migliorare il posizionamento del proprio sito all’interno dei motori di ricerca. Quando si cerca di ottimizzare il sito web, una delle prime cose che si cerca di fare è quella di guadagnarsi la fiducia di altri siti ottenendo da quest’ultimi link diretti. La chiave del successo si nasconde spesso nella capacità di un sito di ottenere un gran numero di link in ingresso (inbound link), riducendo al minimo i link in uscita (outbound link). La chiave del successo in questo caso risiede nella capacità anche di trattenere il più possibile gli utenti all’interno del proprio sito web, utilizzando i link in uscita solo per fornire informazioni realmente utili.
Link Popularity e Page Rank
Il posizionamento dei siti web per determinate keyword nei risultati di Google avviene principalmente grazie alla link popularity. Se un certo numero di utenti crea un link verso un determinato sito usando la stessa parola o frase, Google ritiene questa frase molto popolare e considera che il sito oggetto dei link meriti più di altri di ottenere le prime posizioni.
A tale proposito il colosso di Mountain View ha sviluppato anche un algoritmo per il calcolo dell’importanza delle pagine web, il PageRank. In linea di massima, senza scendere troppo nei particolari, possiamo osservare che il valore di una pagina web è legato al rapporto tra link in ingresso e link in uscita ed alla qualità stessa dei link, o meglio alla pertinenza rispetto all’argomento trattato dalla pagina linkata. Se la link popularity indica il grado di popolarità di una pagina in base al numero di link presenti in rete che puntano ad essa, il PageRank ne indica il peso, ovvero il potere che questa ha nel linkarne altre. Se si richiede così ad un webmaster di inserire un link verso una nostra pagina web, è importante indicargli anche quale termine di preferenza (coerente con le keyword della pagina) si desidera che venga inserito, poiché, da un punto di vista semnatico, la parola utilizzata come link ha la stessa importanza del link.
8 consigli per sfruttare al meglio la forza dei link
Se, in termini di posizionamento, è più utile ricevere link da siti esterni, tuttavia spesso inserire link direttamente all’interno delle proprie pagine web può comportare garanzie maggiori ed un controllo totale sulle parole utilizzate.
Ecco, di seguito, le indicazioni fornite da Gianni Riccio per sfruttare al meglio la forza dei link:
- a parità di anchor text, i link posizionati in alto, all’interno di una pagina web, hanno più valore di quelli posizionati in basso;
- i link esterni hanno maggior valore dei link interni in quanto Google, come già anticipato, riconosce “maggior rilevanza a ciò che dicono gli altri su di te piuttosto che quello che tu dici su te stesso”.
- meglio ricevere link da siti web diversi che da un unico sito web;
- link provenienti da siti web che godono di buona credibilità, come ad esempio siti web di istituzioni, generano maggior valore;
- link inseriti all’interno del corpo di una pagina web creano più valore di quelli inseriti nel footer, nell’header o nella sidebar;
- le keyword usate come link ed inserite mediante Anhor Text nel codice HTML, sembrano avere più valore rispetto a quelle nell’attributo Alt delle immagini linkate, anche se i link inseriti correttamente nelle immagini hanno importanza per la SEO;
- i link inseriti all’interno di un tag noscript sembrano non fornire valore o fornirne pochissimo, in quanto tale tipologia di links non è visibile dal visitatore della pagina;
- se all’interno di una pagina web alcuni link sono diretti a siti spam, eventuali altri link contenuti all’interno della medesima pagina possono essere penalizzati.
Fonti:
- Il Valore Dei Links: Come I Motori di Ricerca Valutano i Links
- I Links Non Sono Tutti Uguali: 8 Principi Che Spiegano la Valutazione dei Motori di Ricerca
Come creare un title efficace per le pagine del tuo sito web
3 ago
Navigando in rete questa mattina, ha colpito la nostra attenzione un post pubblicato su TagliaErbe dal titolo “Come deve essere il title?”. Da questo abbiamo così preso spunto per riflettere sull’importanza che questo elemento riveste all’interno di una pagina web. Spesso considerato superfluo, il title, nel raggruppamento di elementi che favoriscono una buona inidicizzazione è sicuramente molto importante e per questo merita particolare attenzione.
Innanzittutto cerchiamo di definire il title. Il title tag, meglio conosciuto semplicemente come title, è il titolo di una pagina web, ovvero quello che compare nella barra in alto del browser.
Scopriamo adesso i suoi requisiti principali:
Brevità
Il title non deve possodere un numero eccessivo di caratteri (40-60 caratteri). Esso può essere considerato un “contenuto in pillole”, una piccola perla di saggezza capace di identificare al meglio il contenuto della pagina di riferimento.
Corrispondenza con i contenuti della pagina
Il title deve essere pertinente ai contenuti della pagina in quanto solo così può essere utile agli utenti ma soprattutto garantire una buona ottimizzazione sui motori di ricerca. Il title tag è infatti il primo elemento che Google analizza in fase di posizionamento delle pagine di un sito web. In questa fase il motore di ricerca confronta le parole contenute all’interno del title con quelle contenute all’interno del testo della pagine e nei link. Il title inoltre, pur possedendo una particolare autonomia dalla pagina deve consentirne l’individuazione delle tematiche trattate. Non bisogna poi dimenticare che con la funzione Segnalibro le pagine vengono salvate con il loro title.
Linguaggio chiaro
Il title assolve essenzialmente ad una funzione descrittiva partanto deve essere chiaro. Esso non deve cercare di incuriosire l’utente come messaggio pubblicitario. Si consiglia di utilizzare poco gli articoli al fine di rendere il title più compatto. Preposizioni, articoli, congiunzioni, definite in gergo stop words, vengono infatti ignorate da Google anche se vengono considerate quando l’utente effettua una ricerca esatta. Esistono inoltre delle parole, definite poison words, che si sospetta penalizzino molto il posizionamento di un sito e pertanto non se ne consiglia l’uso. Eccone alcune: Bookmarks, Links, Resources, Directory, Search Engine, Forum, BBS, nella loro accezione singolare o plurale. Inoltre, UBB, BBS, Ebay, e tutte le variazioni dei nomi dei programmi paid-to-surf.
Keyword
La prima parola da utilizzare nel title dovrebbe essere la/le keyword su cui si vuole focalizzare l’attenzione che, per coerenza, dovrebbero essere riportate anche all’interno della pagina. La rilevanza attribuita alle keyword presenti nel titolo diminuisce man mano che vengono aggiunte pertanto si consiglia di inserire la keyword più rilevante in prima posizione.
Unicità
In linea con quanto detto sopra, è opportuno ricordare che il title deve essere diverso per ogni pagina web, altrimenti si corre il rischio che più pagine del sito vengano indicizzate per termini simili o che addirittura non vengano affatto indicizzate. Può apparire una banalità, ma spesso capita che, soprattutto nel caso in cui si facciano discendere delle pagine da un unico template, si lasci un title comune a tutte le pagine.
Migliora il posizionamento del tuo sito web: scegli di farlo con i video
30 lug
Realizzare un video da pubblicare all’interno del proprio sito web non è più solo un’opportunità per rendere più attraenti e fruibili i propri contenuti web. Giudicati fino a qualche tempo fa poco idonei ai canoni del web, i video sembrano adesso essere destinati a conquistare l’intero mondo della rete, proponendosi come uno dei mezzi di promozione più efficaci ed incisivi per la visibilità e la notorietà in rete di un marchio o di un’azienda.
Complici di questo successo sono sicuramente la diffusione della banda larga e lo sviluppo di nuove tecnologie che hanno consentito la nascita di piattaforme di video sharing come YouTube che, oltre a facilitare la fruizione di contenuti multimediali, hanno contribuito a favorirne la condivisione tra gli utenti con effetti di viral marketing di assoluta rilevanza.
Delle nuove opportunità legate al mondo della video advertising, non poteva non accorgersene Google che con l’acquisizione di YouTube e l’introduzione della Universal Search, ha presto fatto della pubblicazione di video un’ottima opportunità per accrescere il posizionamento di un sito web anche all’interno dei motori di ricerca. Grazie a questo nuovo servizio infatti i risultati delle ricerche effettuate su Google non si limitano più al testo ma, in un’ottica sempre più orientata al web 2.0, incorporano mappe, immagini, libri, blog e soprattutto contributi video.
Quando si valuta quindi l’opportunità di inserire all’interno di un sito un contenuto multimediale è importante, ai fini dell’indicizzazione e del posizionamento nel ranking di Google, che questo venga collocato fisicamente su risorse esterne che godono di un alto ranking nel motore di Google, come appunto YouTube, e che venga integrato solo successivamente all’interno di un sito web con la tecnica dell’embedded.
1 Minute Site consente agli utenti di svolgere tale attività in modo semplice e veloce, descrivendola in dettaglio anche all’interno di un video tutorial. Dopo aver caricato un video su YouTube, è sufficiente infatti copiarne l’indirizzo ed inserirlo come link, scegliendo il contenuto video dall’area “aggiungi un contenuto” .
I video inseriti su una piattaforma come YouTube hanno inoltre la possibilità di generare un numero di visite molto alto anche direttamente dal sistema di navigazione e ricerca interno alla piattaforma, contribuendo ad accrescere indirettamente anche il numero dei potenziali visitatori al sito.
Trasformare un video in uno “strumento SEO” richiede tuttavia alcuni accorgimenti:
- il titolo deve possedere le keywords per le quali si desidera essere trovati sui motori di ricerca;
- la descrizione deve essere completa ed accurata. Si consiglia di inserire nel corpo della descrizione non sole le keyword principali ma anche il link al sito stesso, in modo da redenderlo sempre ben visibile e cliccabile;
- l’area tag deve contenere l’elenco delle keywords per le quali si desidera essere posizionati all’interno dei motori di ricerca;
- l’area annotazioni può essere arricchita con dei riferimenti agli autori o al brand, essa può essere inoltre utilizzata in modo puntuale e preciso per fornire informazioni accessorie sul video o link di approfondimento e può stimolare anche l’azione dell’utente;
- è importante scegliere anche la giusta categoria a livello di video e canale (commedia, sport…) in cui inserire il video in quanto incide sulla possibilità che questo venga visualizzato da più utenti;
è inoltre consigliabile inserire il video all’interno di una playlist in quanto essa ne facilita la ricerca;
- si consiglia di alimentare l’interazione con altri utenti all’interno della piattaforma anche attraverso l’introduzione di video risposte. Si può inserire una video risposta ad un nostro video pubblicato oppure ad un video pubblicato da altri utenti. Le video risposte aumentano la visibilità di altri video sul nostro canale ed al contempo contribuiscono ad aumentare il tempo speso da un utente a vedere i nostri video ed il nostro brand;
- una volta pubblicato il video, è opportuno condividerlo sui social network suggeriti direttamente da YouTube, cercando di alimentare un effetto virale. E’ senza dubbio di fondamentale importanza riuscire ad alimentare, attraverso il proprio profilo utente, anche la propria community di contatti, ricercando all’interno della stessa piattaforma chiunque possa essere interessato al video pubblicato e richederne così l’amicizia.
Questo ultimo punto, pur sembrando apparentemente banale, è in realtà di fondamentale importanza in quanto YouTube tende a “premiare” gli utenti più attivi all’interno della propria community attraverso la possibilità di aderire al programma Partnership. Gli utenti che pubblicano un numero maggiore di video, che aggiornano costantemente il proprio profilo, che riescono a crearsi una vera e propria rete di contatti, possono migliorare la visibilità del proprio canale attraverso la brandizzazione dello stesso e possono scegliere anche di monetizzare i propri contributi multimediali.
Migliora il posizionamento del tuo sito web utilizzando i social network
27 lug
Dopo un primo accenno alle novità che presto potrebbero interessare realmente il mondo dei social network, nel post di oggi ci occupiamo di qualcosa che invece è già diventata realtà, ovvero la possibilità di migliorare il posizionamento del proprio sito web sui motori di ricerca attraverso campagne sui social network.
Con la rivoluzione del web 2.0 e l’avvento dei social network, l’online marketing ha infatti scoperto una nuova modalità per promuovere contenuti: la Social Media Optimization (SMO). Questa nuova modalità si va così ad affiancare alle più tradizionali azioni da compiere direttamente sulle pagine del sito web ( scelta dei meta tag, delle keyword, del title…), ricordandoci che gran parte del lavoro di ottimizzazione del sito web può essere compiuto anche al di fuori del sito stesso, in quel mare magnum che è il web.
Il segreto si racchiude così nella campacità di creare una rete di relazioni che si traducano in link diretti verso il sito con lo scopo di aumentarne la visibilità, l’autorevolezza e la link popularity su determinate parole chiave.
Blog, forum tematici e soprattutto social network diventano così le nuove piattaforme all’interno delle quali agire per contribuire al successo del sito web, facendosi accettare dagli altri membri della comunità ed aprendo la strada ad una collaborazione creativa.
Per quanto concerne le piattaforme di social networking, prime fra tutte Facebook e Twitter, è opportuno evidenziare come esistano molte funzionalità al loro interno che possono essere utili per ottimizzare un sito web. La più immediata è senza dubbio la condivisione di link con tutti gli “amici” ovvero gli utenti che costituiscono la nostra rete di contatti. Si affianca a tale modalità anche la possibilità, all’interno di Facebook, di attivare campagne pay per click o pay per view oppure di utilizzare uno strumento per la gestione degli eventi che genera un calendario condiviso in cui è possibile inserire appuntamenti ai quali invitare gli amici della propria rete. Essi possono essere accompagnati da descrizioni testuali, immagini e link.
In ogni caso, tali attività sono essenzialmente ad ottenere due risultati immediati:
- aumento della link popularity per le keyword utilizzate all’interno dei link;
- aumento del traffico da parte degli utenti che visiteranno le pagine segnalate.
Ma oltre alla pubblicazione di link all’interno di piattaforme di social network, spesso considerata molto invasiva e poco tollerata anche dalle stesse piattaforme, è possibile migliorare il posizionamento di un sito web sui motori di ricerca anche creando una rete di conversazioni che non contengano espressamente dei link.
Stando ai rumours che da oltre oceano ormai da qualche tempo popolano la rete, Google sembra interessato a monitorare tutte le relazioni ed affinità che si creano in rete tra brand e persone. Un’attività apparentemente insolita ma non così difficile da monitorare, seguendo gli utenti legati ad un brand su Twitter o quelli iscritti alla sua Fan Page su Facebook. Google ha raccolto questi dati tramite social graph, utilizzando i collegamenti fra le persone che hanno scelto di rendere pubblici i propri profili sui social network. Come avviene tra persone, le connessioni costruite con il brand incidono sulla costruzione del social graph e più sono i contatti che un brand riesce a crearsi in rete più la sua notorietà e la sua capacità di attirare visite verso il proprio sito aumentano.
La Social Media Optimization si basa quindi essenzialmente sulla capacità di alimentare un passaparola positivo intorno al brand, creando contenuti interessanti, puliti ed intriganti, ricchi di immagini, links, video ed applicazioni collaboraive finalizzate a creare engagement.
I social network si rivelano così un ottimo strumento per accrescere i backlinks (link al sito) di un determinato sito web, migliorandone il posizionamento nei motori di ricerca ed il trust rank. Come per ogni attività di social marketing, anche nell’ambito del social SEO, la chiave del successo di una campagna è costituita dalla capacità di ascoltare le conversazioni che nascono all’interno di queste piattaforme. Oltre a rivelare molto circa il comportamento, i gusti e gli interessi di potenziali clienti, esse contengono keyword che potrebbero rivelarsi utili anche per le più tradizionali attività SEO.
Per approfondimenti:
- Lifting Google rank using social conversations
- Social Media’s Direct Influence on Search Engine Ranking
Un’interessante case history
Come inserire una form contatti con campi personalizzabili nel tuo sito web
30 giu
1 Minute Site non smette mai di stupire, arricchendosi sempre di nuove funzionalità. L’ultima novità riguarda la possibilità di inserire all’interno del proprio sito web una form contatti con campi personalizzabili.
Come già osservato in un precedente post, la form contatti, soprattutto in un sito web aziendale, rappresenta per l’utente uno strumento semplice e veloce per richiedere informazioni, entrando in contatto con l’azienda stessa senza dover dover necessariamente aprire il proprio client di posta elettronica.
Oggi 1 Minute Site ti consente di sfruttare al meglio le potenzialità della form contatti del tuo sito web, modificando i campi già presenti oppure inseredone di nuovi al fine di garantirti una più efficace raccolta delle informazioni ed una migliore interazione con i visitatori del sito stesso!!
Scopri come fare, guarda il video tutorial!!
Inserire statistiche Google Analytics nel sito web creato con 1 Minute Site
10 giu
Dopo esscerci occupati dell’inserimento di una Google Map all’interno di un sito web creato con 1 Minute Site, nel post di oggi vedremo come inserirvi le statistiche di Google Analytics.
Dopo aver realizzato il sito web è importante riuscire a scoprire il numero di visitatori che vi accedono e soprattutto quali pagine visitano con maggior frequenza. Google Analytics offre agli utenti che hanno registrato il proprio sito web la possibilità di accedere con facilità a questi dati. Una volta iscritti, 1 Minute Site consente di aggiungere il codice javacript di moniotraggio accedendo all’area Impostazioni.
Per maggiori informazioni, guarda il nostro video tutorial!!












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